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Comune di Malo

Provincia Vicenza - Regione del Veneto


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VILLA DA PORTO

VILLA DA PORTO - MOLINA DI MALOVILLA DA PORTO - MOLINA DI MALO

In una zona d’aperta campagna a nord-est dell’abitato di Malo, lungo la strada che porta a Thiene,
s’incontra il piccolo borgo di Molina cresciuto attorno a un imponente complesso di origine gotica. La fronte sud di questo brano architettonico è costituita da un lungo muro di cinta con
merlature ghibelline, oggi in gran parte inglobate in edifici. Un portale d’ingresso archiacuto in pietra,con esili colonnine negli spigoli dei pilastri e soprastante stemma lapideo, immette nel vasto cortile, il cui perimetro è scandito lateralmente da due lunghi porticati a colonne molto rastremate di ordine tuscanico. Nel’ala occidentale è inclusa anche la parte inferiore di una torre colombara, il cui piano terreno è voltato a crociera. A nord emergono per la loro imponenza i fusti di dieci gigantesche colonne in mattoni – una completa fino al collarino, le altre mozze a diverse altezze – con base lapidea. Sulle facce anteriori dei plinti di ciascuna base si leggono ancor oggi le tracce di un’antica iscrizione, che rivela il nome del committente, Iseppo Da Porto, e la data 1572:«mdlxxii Ioseph – Portius Ed. – Hieronimi Equitis – qui anno – mdviii circa – bellorum initia – a L’attribuzione a Palladio si fonda su analisi stilistiche, confortate dalla data e dal nome del proprietario, Iseppo Porto, già committente dell’architetto per il palazzo vicentino. L’avvio del cantiere
risale al 1572 e Burns (1997a) fa notare che la redazione del progetto dovette essere di poco precedente, perché altrimenti Palladio lo avrebbe inserito nei suoi Quattro Libri dell’Architettura,
stampati nel 1570. I lavori si fermarono nel 1580 con la morte del committente.
Porticati più bassi a forma di quarto di cerchio, le cui tracce erano ancora visibili nell’Ottocento (Magrini 1845), avrebbero dovuto collegare il corpo padronale agli annessi agricoli disposti sui lati; questi sembrerebbero appartenere al primo Seicento, ma larghe, numerose e ripetute sono state
le alterazioni e gli sconvolgimenti arrecati fino ai nostri giorni. Nonostante gli sforzi degli eredi della famiglia, Colleoni e Di Thiene, di preservare il manufatto, oggi la fisionomia del complesso risulta alquanto degradata.

Via S. Bernardino, 19


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