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Il
percorso proposto fa conoscere la Malo di mezzo millennio fa, le cui
tracce sono ancora visibili nelle espressioni storico-artistiche e
architettoniche di questa comunità centenaria.
Sono
stati scelti luoghi (edifici, scorci, vie, aree aperte) con
caratteristiche riconducibili al Cinquecento, periodo in cui il paese
raggiunge il suo apice economico.
Questo
primo percorso riguarda circa una trentina di luoghi situati in pianura,
nella zona di Molina e del centro. Un secondo percorso potrà
essere sviluppato nelle altre località
che pure meritano di essere valorizzate, come S. Tomio.
I
luoghi scelti presentano anche un corredo naturalistico godibile e
propongono a chi voglia camminare alcuni tratti di percorso “tra i
campi”, distanti dal traffico e dall’edificazione. Al ciclista sono
invece consigliate altre piste.
Malo
è una realtà di provincia che, seppur trasformata profondamente negli
ultimi trent'anni, ha saputo mantenere pressoché intatti il centro
storico e, in un certo modo, anche molte delle campagne circostanti.
Chi
può utilizzare questo percorso?
L’itinerario
è proposto in special modo a podisti e ciclisti. Agli
habituè dell’auto si consiglia un tragitto alternativo e più
consono al mezzo utilizzato.
All’interno
del percorso vengono indicati alcuni esercizi di ristoro e punti di
parcheggio per la sosta.
I
luoghi segnalati sono fruibili solo dall’esterno.
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Prima tappa: da via
Muzzana a via De Lai.
Via
Muzzana con annesse le case signorili tra cui "il
Palazzo":
Nucleo principale della residenza della famiglia
Muzan a partire dal Quattrocento.
La zona era considerata fino a quel periodo periferica e veniva
denominata “Calle Fangosa” forse a causa dei frequenti
allagamenti...continua
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Seconda tappa: da
via De Lai a Villaverla, via Bassi.
La
“Calle” che conduceva al
MOLINO FINOZZI, l’attuale via Macello:
è
tra le poche strade che tagliavano il paese orizzontalmente (se
ne contano cinque)
e andavano verso il Livergon.
Sviluppatasi nel corso del
Cinquecento, vi erano venuti ad abitare “i foresti”,
le famiglie nuove o
quelle più povere. In fondo alla via si trovava un mulino di
proprietà della famiglia Finozzi...continua
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Terza tappa: da
Villaverla, via Bassi a Molina.
Le
località Borgo
Redentore e Losca con le rispettive costruzioni:
Si
tratta della zona tra San Giovanni e Villaverla;
si distingue per il numero di fattorie discretamente massicce e
qualche volta attorniate da colombare (ad es. alla località
Losca). I signori della zona erano i conti Branzo-Loschi...continua
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Quarta tappa: da Molina, via Colleoni a Marano, via San Pietro.
Molina:
la Villa palladiana dei Da Porto a quel tempo sotto Marano
A
partire dal Trecento Molina scompare dai documenti per
riapparire nei primi anni del Quattrocento con i Da Porto che
dal nulla investono il loro denaro per la costruzione prima di
alcune strutture rurali, poi di una Chiesa ed infine, nel
Cinquecento,
di una villa probabilmente progettata dal grande architetto
Andrea Palladio...continua
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Quinta tappa: da via
San Pietro a Colombaretta.
Il
Trozzo Marano e l’“Aquarolli” di Via Chiocchette
Il
Trozzo Marano o Rio delle Pietre risulta esistere già dal
Medioevo più antico, ma solo con i Da Porto la sua acqua
diventa efficiente per la distribuzione idrica nei loro
possedimenti attraverso un ottimo sistema di bove e chiuse...continua
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Sesta tappa: da
Colombaretta a via Capovilla.
Martinè
e Ca’ Canata
dominio dei Muzan?
Sono
zone di campagna simili alla zona della Losca ma con spazi più
aperti e da
un punto di vista naturalistico molto gradevoli...continua
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Settima tappa: dalla
Casabianca a via Muzzana.
Capovilla
prima e ultima tenuta dei nostri signorotti...
In
passato luogo caratterizzato dai “broli” (frutteti privati)
che è possibile riscontrare anche oggi...continua
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MAPPETTA
(pagina in costruzione) |
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