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Questa è la più vasta area verde della pianura maladense e se messa
assieme con il territorio di
Marano e Villaverla la più vasta area libera dell’Alto Vicentino.
In questa foto è possibile vedere il corso del Trozzo Marano, antico
torrente di confine tra i territori di Malo e Marano. Accanto ad esso gli
insediamenti sono molto rari a causa delle piene denominate “brentane”.
Tra questi spicca a metà di via Chiocchette, vicino ad un ponticello, una
struttura molto tozza che non ha analogie con una abitazione rurale o una
stalla, è invece più simile ad un mulino o ad un edificio di controllo
dell’acqua. Essa, infatti, era abitata dagli “Aquaruli”,
uomini che avevano il compito di controllare che l’acqua fosse
distribuita in modo proporzionale nelle campagne.
Da sopra il ponte, ad una distanza di circa 20 metri sulla sinistra del
letto del fiume, si scorgono alcuni mattoni in cotto, che proseguono per
circa 10 metri. Negli ultimi anni alcuni sono caduti ma molti sono rimasti
al loro posto grazie all’opera di consolidamento degli attuali
residenti.
Questa interessantissima struttura a cielo aperto posta sul letto del
fiume doveva essere una specie di diga che fermava l’acqua e ai cui lati
probabilmente dovevano esserci dei canali di scolo-divisione che portavano
le acque nei canali e nelle campagne (su un lato questa struttura è
ancora visibile).
È una delle ultime strutture rimaste di questo tipo del tardo
Cinquecento, perché solitamente questi materiali venivano trascinati via
dalle acque in piena o erano trafugati e utilizzati dagli abitanti per
ristrutturare le proprie case.
Nel Cinquecento e fino all’estinzione dei Da Porto la difesa e la
manutenzione di questa struttura era affidata ad un fedele affittale,
quasi un gastaldo (carica onorifica attribuita al contadino più fedele,
grazie alla quale poteva comandare sugli altri suoi consimili).
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