Istituzione culturale Villa Clementi - Turismo

TURISMO - PERCORSO TURISTICO-CULTURALE NELLA MALO DEL CINQUECENTO


QUARTA TAPPA:

MOLINA: LA VILLA PALLADIANA DEI DA PORTO A QUEL TEMPO SOTTO MARANO:

 

   Dall’antica Contrà Rossi o Boldrina di San Rocco (ora sotto Villaverla) si giunge alla frazione di Molina, antico feudo dei Da Porto, il cui nome toponomasticamente si riconduce al mulino. L’edificio che precorre le moderne costruzioni ad uso industriale era situato vicino ad un corso d’acqua che poteva anticamente essere il Trozzo Marano. Con la costruzione della roggia Schio-Molina, realizzata con l’investimento di ingenti capitali, la contrà assunse dimensioni maggiori, prima con l’inizio della costruzione della Chiesa iniziata negli anni ’70 del Quattrocento e conclusa forse nel Cinquecento, e poi con l’urbanizzazione nella zona della “Corte Granda”. Per poter fabbricare tutte queste strutture i Da Porto insediarono una fornace nei pressi di San Rocco che rimase attiva fino a metà Ottocento. All’interno della “Corte Granda” si estende uno spazio estremamente simmetrico e specifico, molto probabilmente opera del celeberrimo architetto vicentino Andrea Palladio.

   All’interno della Corte sono rimaste intatte i dieci fusti di colonne, che avrebbero dovuto essere forse l’inizio della più grande villa mai costruita del territorio vicentino, con annesse le barchesse e una graziosa colombara probabilmente della stessa epoca.

 

 

Portale del Castello

Prima della distruzione Torre

Portale del Castello

Il Castello e Molina prima della distruzione della Torre

 

All’esterno del castello si riconosce una mura merlata, ormai inglobata nelle successive modifiche architettoniche, e uno stupendo stemma dei Colleoni, famiglia subentrata ai Da Porto dopo l’estinzione di questi ultimi nel secondo decennio dell’Ottocento. Per ritrovare simboli e stemmi dei Da Porto bisogna correre alla chiesa, dove sono ancora oggi visibili all’esterno alcuni strati del Cinque-Seicento. 

Si suppone che la struttura del Castello sia stata realizzata impiegando il materiale inutilizzato per la mancata costruzione della villa signorile. Sempre a metà Cinquecento la chiesa parrocchiale viene nuovamente rimaneggiata e ingrandita con un piccolo campanile. La bellezza dell’attraversamento del portale è unica, quasi un viaggio spazio-temporale da un mondo fuori (strada Malo-Thiene) moderno e chiassoso ad uno spazio interno dove si respira un’aria diversa e lo stesso paesaggio è agreste e semplice.

 

DISTANZE, PARCHEGGI, PUNTI DI RISTORO...

 

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