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Questa antica
strada era abitata da
avvocati, notai, procuratori, commercianti… gli ultimi venuti ad
abitare in paese alla fine Quattrocento, e perciò detti “foresti”,
ma non per questo meno importanti da un punto di vista economico.
Il Molino situato
vicino alla sede della Casa degli Alpini (ex Macello) veniva utilizzato
solo per 4-6 mesi l’anno, forse a causa della mancanza d’acqua o, al
contrario, per le piene invernali del torrente.
Possedendo uno dei
pochi mulini del paese, se ne contano al massimo tre, i Finozzi potevano
assicurarsi un reddito notevole, dato che tutti avevano bisogno di far
macinare il grano ed il “formento” (e per questo soventemente
“mugugnavano” nei loro
confronti).
Questa viuzza,
oltre ad avere un indubbio fascino storico, possiede la particolarità
di essere la miglior vista verso Monte Pian, ma soprattutto verso
l’antica Pieve di Santa Libera.
La chiesa, situata
sull’altura di una importante struttura difensiva tardo antica, è
diventata nel corso dei secoli meta di pellegrinaggio di tutto il
Vicariato Ecclesiastico.
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