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L’allevamento del “cavaliere” e l’Arte Serica a Malo e dintorni, questo il titolo del corso organizzato dall’Ufficio Cultura del Comune di Malo, strutturato in undici incontri e terminato domenica 24 giugno con un’uscita sul territorio in collaborazione con la Rete Museale Alto Vicentino, che ha visti impegnati da una parte il signor Massimiliano De Marchi quale relatore unico di tutte le serate, dall’altra una quindicina di persone che con assiduità ed estrema attenzione hanno presenziato agli appuntamenti. L’entusiasmo per la materia trattata e per quel misto di tradizione, di cultura, ma anche di buon senso dei nostri avi che i tanti detti popolari citati dal relatore hanno evocato, hanno reso ogni serata un momento speciale di racconto, oltre che di passaggio di informazioni, un filò moderno tra tradizione ed attualità appunto. Soddisfatti pertanto i 15 assidui corsisti, cui meritatamente l’assessore alla Cultura del Comune di Malo Alberto Ferrigato ha consegnato un attestato di frequenza; soddisfatto lo stesso Assessore che ha visto portata a compimento un’iniziativa di recupero di una attività, ma si può dire più correttamente di una cultura, che ha fortemente segnato il territorio maladense e quelli limitrofi; soddisfatto il signor De Marchi, che da decenni si prodiga affinché ciò che è diventato la sua grande passione, ovvero la coltivazione del baco da seta, la cura ed il salvataggio dei gelsi autoctoni e la trattura della seta eseguita con tecniche antiche, sia comunicato alle generazioni che non ne hanno memoria e venga in questo modo preservato dall’oblio.
Bisogna,
da ultimo, intervenire affinché si arrivi ad una riduzione
dell’inquinamento. Il baco da seta è infatti in pericolo, incapace di
adattarsi alle nuove e sempre più critiche condizioni ambientali in cui
vive il suo unico alimento, il gelso. Spero che sia possibile portare
avanti ciò che grazie a questo corso è stato iniziato, conclude
Massimiliano De Marchi; lo dobbiamo alle persone che ci hanno seguito, a
quelle che sperano che l’iniziativa venga ripetuta, ma lo dobbiamo
soprattutto alla comunità di Malo e a quelle vicine affinché non vadano
persi dei ricordi, dei gesti, delle parole, ed una sapienza antica che ci
fa essere oggi quello che siamo. |
Rete Museale Altovicentino