Comune di Malo
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Malo offre piacevoli e interessanti realtà sia per i maladensi sia per i visitatori. Questa miniguida è offerta a chi desidera conoscere come il centro urbano e il territorio si siano costituiti e modificati nel corso della storia. Siti primitivi La zona fu abitata da antiche popolazioni e dai Venetkens che vi si insediarono dal-l'ottavo secolo a.C. sulle alture. Intorno a Monte Oresco, Monte Sisilla e Monte Palazzo e nelle colline prossime, si sono rinvenute tracce delle culture neolitica e dell'età del ferro. Si suppone che questi siti fossero collegati alla pista del paleoveneti, che si snodava a mezzacosta, da Vicenza a Magrè e a Sant'Orso. Malo romana Le rilevazioni da satellite confermano l'esistenza di due
successive centuriazioni rilevabili nel tracciato di strade e carrarecce
sull'andamento a scacchiera di cardini e decumani. Asse della centuriazione
era il rettifilo tra Sant'Orso e Vicenza, che nella nostra zona corrisponde
al Trozo Maran da San Pietro a Ca' Losca. Case, Malo, San Tomio, Isola sono
situati all'incirca sul cardine ultrato quinto, al margine della
centuriazione. Nel primo millennio Nel 917 era già organizzata la Curtis Màladum, centro
amministrativo della cultura longobarda. L'uso del territorio, le
disposizioni amministrative, le norme della convivenza di frequente si
riferiscono all'editto di Rotari. Nomi di luoghi, di persona e termini della
parlata maladense sono di origine longobarda. Per la gente che viveva "more
romano", ebbe importanza la Pieve di Santa Maria, detta poi del Castello di
Malo. Essa continua l'organizzazione del "pagus" romano del Pedemonte da
Castelnovo a Leguzzano. Il Comune Nel secolo XI accanto ai casali si sviluppa l'allevamento
delle greggi e fiorisce l'arte della lana.
Nell'Otto e Novecento L'organizzazione comunale di Malo finisce nel 1797. Dopo
le dominazioni napoleonica ed austriaca, nel 1866, con l'annessione del
Veneto, Malo fa parte del Regno d'Italia. Si trova a ridosso della linea di
combattimento durante il primo conflitto mondiale.
A Malo ci sono opere architettoniche, di scultura, di pittura ed espressioni delle altre arti, rappresentative di ciascun periodo dal Trecento ai nostri giorni. Si possono incontrare piacevoli siti naturalistici e notevoli episodi di edilizia spontanea. Chiesa di Santa Libera. E' l'antica Pieve di Malo, rinnovata nelle strutture dal 1721 al 1897. Di particolare valore la Madonna con il Bimbo, capolavoro in pietra della bottega di Bernardino e Tommaso del Pedemuro, l'altare delle stelle del 1670 (o dell'Addolorata), la Cappella del Crocefisso (1690), e quella di Santa Libera (1739) con l'immagine postgiottesca. La Monumentale Via Crucis lungo la salita al Santuario ha formelle in bronzo di Guido Cremasco (1952). Chiesa di San Bernardino, (ora Sala Consigliare). E' la chiesa del Comune, gotica, edificata nel 1456 sul sito di un'antica cappella, accanto all'Ospitale. Il sacerdote, eletto dal Comune, aveva l'incarico di istruire i giovani e di assistere i bisognosi. Nell'interno ci sono tracce di vetusti affreschi. Significativo il ritratto arguto di San Bernardino. Chiesa di San Francesco in via Muzzana. Il campanile gotico, del 1460, era affiancato alla Chiesa di San Giacomo della quale si è recuperato l'affresco con il Padiglione. Francesco Muzan nel 1507 eresse la chiesa in stile Rinascenza su probabile disegno di Rocco da Vicenza. All'interno fascia con grottesche tardogotiche del 1507, antico Fonte della Pieve e tele del Settecento. Chiesa di San Nicola in via Porto. La chiesa, come l’attigua abitazione che fu casa del cappellano e che ora ospita un centro di ritrovo per gli anziani, furono voluti per testamento da Nicolò da Porto (1537) e realizzati molto più tardi da suo nipote Don Giampaolo (inizi del 1600. Sicuramente la chiesa era già eretta nel gennaio 1613, come attestano alcune fonti documentarie).Nell’800 la chiesetta passa in proprietà degli Esposti di San Marcello. Al suo interno si conserva una pala d’altare del Maganza raffigurante San Nicolò. Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle14.30 alle18.30.
Chiesa di Santa Maria. La parte centrale dell'edificio, con pianta a croce
greca, fu iniziata nel 1466 da Francesco Castello gotico di Giovanni Da Porto. Incompiuta Villa di Giuseppe Da Porto. Sul sito di precedenti edicole, nel 1708, fu edificato nelle eleganti forme attuali, con qualche sorvegliato elemento rococò. Restaurato di recente conserva all'interno un pregevole altare.
Barco Ghellini Una Casa Torre dei Loschi e un Palazzo cinquecentesco sul sito di un casale furono collegati nel 1620 dalle nobili arcate della Loggia, alte su due piani, su disegno di architetto scamozziano. Corte dei Loschi e Villa Checcozzi Dalle Rive Lo spettacolare insieme, su un sito abitato ininterrottamente dal periodo romano, ora è in degrado. Si nota un'antica casa torre, riattata nel Quattrocento. La villa fu progettata dal Muttoni per Matteo Checcozzi. Stupefacenti sono le decorazioni del Salone, eseguite nel 1720. Le statue simboliche della Scala d'onore sono attribuite a Giacomo Cassetti. La misteriosa alcova con gli espressivi telamoni è un ambiente intrigante. Nei dintorni si possono ammirare la rinascimentale
Casa Marchesini, il Palazzo tardosecentesco di Corte dei Grendene
e al Visan l'insieme di Villa Fabris con l'Oratorio della
Concezione, del 1714.
Le contrade, già strutturate nel Quattrocento,
conservano dimore gotiche, rinascimentali e classiche: ogni secolo
posteriore è documentato in facciate, portali, palazzate e caratteristiche
quinte di case, riusciti esempi di architettura spontanea .
Tra i più antichi edifici è la Vicarìa, ora
Palazzo De Zen Grendene: forse Sala della Curtis. Fu residenza di Enrico
Scrovegni e di suo genero Vitaliano De Lemici, usurai padovani condannati da
Dante nel XVII canto dell'Inferno. La facciata e il portico colonnato sono
degli inizi dell'Ottocento. Villa Castellani Fancon fu edificata nel 1775 sulle dimore medievali dei Muzan. La facciata neoclassica è del 1862, su progetto di L. Dalla Vecchia. Sono favolosi i Giardini all'italiana con la Serra e il Parco Romantico, disegnati da A. Caregaro Negrin. All'interno pregevoli affreschi e dipinti di G. Busato e L. Giacomelli. Villa Zerbato Clementi, ora dignitosa sede della Biblioteca, è un insieme di edifici del Sette e Ottocento cresciuti intorno ad una casa torre al centro di uno dei più antichi casali benedettini, con gran brolo cinto da muri già nel Trecento. Il Duomo, su disegno dell'architetto neopalladiano L. De Boni, è imponente monumento, severo nella sua classica maestà. Sugli altari e sulle pareti si allinea una serie di dipinti, espressione dei più noti maestri dell'Accademia Veneziana, come Molmenti, Roi, Busato, Grigoletti, Zona. Nella sacrestia sono custodite tele provenienti dalle chiese di San Benedetto, di Santa Maria del Castello e di San Bernardino, come la Pala dell'Assunta del De Pieri, quelle di Sant'Antonio, di San Gaetano e La Strage degli Innocenti di G.Carpioni, la pregevole Annunciazione di G.Apollonio, genero di Jacopo Da Ponte detto il Bassano. A Case di Malo nel 1864 si edificò un oratorio,
dedicato a San Michele, patrono dei fornaciai. All'Ottocento risalgono numerosi palazzi tipici, con
ingresso voltato, come Palazzo Zambon,ora nobile sede del Comune. Nel
contiguo Palazzo Meneghello nacque Luigi, lo scrittore veneto più
rappresentativo che trascorse qui l'infanzia. Nelle sue opere prestigiose ha
immortalato con arte mirabile la piccola patria, il particolare linguaggio,
il caratteristico e libero spirito maladense. Comune di Malo |